You are here Home Rassegna stampa Archivio storico e aree archeologiche gestiti da un consorzio di imprese
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Custodire e divulgare la storia di Sant’Antioco con forze lavorative locali. Una scommessa per il momento vinta da un’ Associazione temporanea d’impresa di Sant’Antioco che si è aggiudicata per tre anni la gestione delle aree archeologiche e archivistiche cittadine.

L’Ati, formata da Archeotur e Studio 87, ha partecipato al bando europeo di appalto-concorso riuscendo a ottenere l’assegnazione dell’appalto. Si è imposta su un’altra Ati composta da aziende continentali del settore che, dopo aver inviato domanda di partecipazione, non ha poi inoltrato alcuna offerta. «Si doveva presentare un progetto che, in base ai servizi da rendere, prevedesse anche prestazioni migliorative - spiega Marco Massa, responsabile dell’archivio storico cittadino - corredato da un piano finanziario triennale». L’offerta presentata da Archeotur e da Studio 87 prevede la gestione delle aree archeologiche e l’archivio storico comunale. Il costo di gestione previsto è di 275 mila euro all’anno di cui 186 mila euro già assegnati. L’ accordo tra le due cooperative di servizi cittadine prevede che l’Archeotur continui ad occuparsi del museo archeologico ed etnografico, Tophet, villaggio ipogeo, Forte su Pisu e Necropoli. La cooperativa Studio 87 invece continuerà a gestire l’Archivio storico cittadino. Una decina di addetti in busta paga: otto per le aree archeologiche ed uno più due part time per l’archivio. I servizi migliorativi previsti dal progetto sono tanti. «Vertono su due direttrici - continua Marco Massa: valorizzazione del patrimonio dal punto di vista didattico, turistico e culturale e l’organizzazione di convegni a livello nazionale ed internazionale per discutere e presentare ritrovamenti e scoperte storiche ed archeologiche».L’Archivio storico organizzerà dei convegni informatici mentre ha già bandito un concorso che coinvolge le scuole elementari e medie. L’Archeotur invece sta predisponendo per la primavera e l’estate prossima delle escursioni nei siti archeologici sparsi nell’isola. La valorizzazione del forte sabaudo, munendo i bastioni di cannocchiali per vedute panoramiche e l’ organizzazione di concerti. Discorso a parte per il villaggio Ipogeico dove è allo studio la creazione di un ambiente che riporti alla memoria gli usi e costumi di un tempo. La scommessa e la volontà di fare bene c’è anche se affiora qualche rammarico. «La Regione deve decidere seriamente a promulgare una legge del settore che preveda finanziamenti, regolamenti ed indirizzi precisi come altre regioni italiane hanno gia fatto altrimenti - conclude Marco Massa - il futuro della gestione dei servizi culturali ed archeologici in Sardegna rimarrà sempre incerto e aleatorio». Tito Siddi

Fonte Unione Sarda