You are here Home Rassegna stampa Giba, in mostra 200 anni di storia Le vicende del paese ricostruite attraverso l'archivio comunale
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Un paese si racconta. Spaccati della vita cittadina attraverso i documenti dell'archivio comunale. Sono piccole storie antiche riportate alla luce grazie al lavoro della Cooperativa Studio 87, la quale su incarico del Comune sta rimettendo ordine nell'ingente mole di carte che hanno caratterizzato la vita della comunità. I primi risultati sono oggetto di un'importante mostra inaugurata ieri.

Il documento più antico è del 1799. E' un atto notarile riguardante il pagamento di operazioni censuarie. Gli altri sono più recenti e scandiscono la storia di un centro con molta terra e innumerevoli sedi. Nel 1853 nasce come comune di Villarios, per diventare nel 1870 Villarios-San Giovanni Masainas. Nel 1921 la sede comunale viene trasferita nella frazione di Giba. Un regio decreto del 1929, autorizza la modifica del nome del Comune che diventa definitivamente Giba. Le sue frazioni sono: Piscinas, Villarios,Masainas, Giba e S.Anna Arresi. Un'immensa estensione territoriale che accoglie più di settemila abitanti. A proposito del trasferimento del centro comunale a Giba si raccontano alcuni gustosi aneddoti, come quello che vorrebbe il tutto, frutto di un colpo di mano notturno da parte di alcuni abitanti della frazione i quali portarono via tutti i documenti dalla vecchia sede di Masainas. Di qui l'appellativo di "fura comunus" (ruba comuni) affibbiato ai gibesi dagli abitanti delle altre frazioni. Oggi Giba è un comune prospero e culturalmente molto attivo. Da qualche anno, grazie ai contributi dell'amministrazione e ai fondi di un'apposita legge regionale, è in atto la sistemazione degli archivi comunali. Una ricerca portata avanti dalla cooperativa Studio 87 sotto il controllo della sovrintendenza archivistica per la Sardegna. L'attività è stata raccontata attraverso una mostra che fa il punto sui risultati ottenuti e traccia gli obiettivi ancora da raggiungere. Questi saranno perseguiti con il massimo impegno dal Comune, come hanno promesso il sindaco Gianfranco Porcina e l'assessore alla cultura Luigia Fonnesu. Ma ci sono progetti più ambiziosi, come quello proposto da Marco Massa, della cooperativa Studio 87 che ha prospettato l'ipotesi di laboratori didattici che partendo dal patrimonio documentale giungano ad esperimenti di scrittura creativa e di drammatizzazione. Enrico Cambedda

Fonte la Nuova Sardegna