You are here Home Rassegna stampa Marianello Marianelli, un poeta per Sant'Antioco
PDF  Print  E-mail  Friday, 06 June 2003 01:00
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A metà maggio è scomparso Marianello Marianelli, docente universitario di letteratura tedesca a Pisa ed Amburgo, che durante il secondo conflitto mondiale fu tenente a Sant’Antioco dal 1943 al 1944.

Nato a Ponte a Egola (Pi) nel 1915, ha tradotto diversi autori tedeschi del 1900 e pubblicato articoli e libri legati soprattutto alla sua attività. La breve esperienza sarda segnò in maniera indelebile la sua vita. Durante l’anno di servizio nell’isola sulcitana, era comandante del Battaglione di Difesa Costiera, scrisse un diario dedicato alla figlia Lia, che fu edito nel dopoguerra presso una rivista letteraria, e nel 1998 costituì la prima parte del libro “Ricercare a due voci”.  L’idea era venuta all’autore nel 1996 allorché, dopo oltre cinquant’anni d’assenza, volle rivedere la “sua” Sardegna. Decise allora di riannodare quel dialogo a distanza con la figlia, che aveva cominciato nelle pagine scritte durante la guerra, il cui il filo conduttore era la sua solitudine di soldato lontano dalla famiglia ed in un’isola nella quale questo sentimento era esaltato. Quando scese all’aeroporto d’Alghero, aveva voluto riavvicinarsi a poco a poco alla sua Sant’Antioco, una salva di fuochi d’artificio lo fece ripensare immediatamente ad altri fuochi colorati, quelli dei sanguinosi bombardamenti del 1943 nel Golfo di Palmas e sul nostro paese. Nel 1999 il libro venne presentato a Sant’Antioco in una mostra:”Ricordare a due voci” allestita presso il Centro Culturale Città del Sole, organizzata dalla Cuec e dalla Cooperativa Studio 87. Nel convegno connesso alla mostra, l’autore ebbe modo di riannodare i fili della memoria con quelli che lo avevano conosciuto durante la guerra o con i loro figli.  Nel 2001, per i tipi della Cuec, pubblicò “Dialogo con la Sardegna”, una discussione immaginaria con l’isola ed i suoi autori: Sebastiano e Salvatore Satta, Salvatore Mannuzzu, Antonio Pigliaru, Manlio Brigaglia, Umberto Cardia, Sergio Atzeni ed altri. Marinelli, che si definiva un “sardopatico dilettante”, viaggia sul filo dialettico della grande contraddizione dei sardi di oggi, il conflitto tra la salvaguardia dell’identità culturale, ed il rischio di un suo progressivo annacquamento, la passione di esaltare le proprie radici ed insieme la tensione di essere “al passo con i tempi”. Carlo Floris

la Nuova Sardegna