You are here Home Rassegna stampa Quando il vaporino Pianosa sbuffava sul canale di Palmas
PDF  Print  E-mail  Thursday, 19 June 2003 01:00
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Nell’anno 1906, 19 giugno, inaugurazione del canale Golfo Palmas-Carloforte e della tratta Sant’Antioco-Carloforte passante attraverso la laguna. A bordo del vaporetto Pianosa, circa cento gitanti, tra i quali il sindaco Giuseppe Biggio ed il presidente della società di tiro a segno, con alcuni soci, la Società di Mutuo Soccorso oltre alla banda musicale e ad altre persone alla volta di Carloforte.

I gitanti furono ricevuti con tutti gli onori e con una festa in piazza dalla popolazione e dagli amministratori di Carloforte, e le due amministrazioni, dopo i convenevoli di rito, concordarono già da allora che sarebbe stato necessario procedere a lavori per dare ‹‹una maggior profondità e larghezza al canale››. Il vaporino Pianosa restò in servizio fino allo scoppio della prima guerra mondiale, poi evidentemente cominciarono a porsi dei problemi per la navigabilità del canale. Queste notizie le ricaviamo dal quotidiano di Cagliari “Il Paese”, allora al secondo anno di vita, in un articolo dal corrispondente locale che si firmava Arrogant. Come dice Marco Massa, presidente della Cooperativa Studio 87 che gestisce l’Archivio Storico Comunale, agli inizi del secolo nell’attuale porto l’altezza dell’acqua era a ‹‹brucc’e peisi››. Lo sbarco delle merci avveniva attraverso barconi nel Golfo di Palmas e le merci arrivavano in laguna con le barche. Per la crescita del volume di merci in transito a Sant’Antioco, l’esigenza di disporre di un canale navigabile che mettesse in comunicazione le due parti della laguna si fece quindi sempre più pressante. Tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900 cominciarono i lavori di scavo del canale che dal Golfo di Palmas portava fino a Punt’e Trettu alla fine della laguna. Il canale consentiva alle imbarcazioni di evitare il passaggio ad ovest dell’isola di Sant’Antioco e di giungere a Carloforte navigando in acque molto più tranquille. Ed oggi? Oggi la navigazione in quel tratto di laguna è pericolosa per i non esperti perché la via d’acqua non è segnalata adeguatamente. L’anno scorso un gruppo di appassionati provvide a mettere delle boette di segnalazione sui residui pali del canale. Molti pali sono quasi crollati o troncati pericolosamente a pelo d’acqua con grandi rischi per chi, non conoscendo il canale vi si avventuri la notte o in condizioni di scarsa visibilità. Quando si fecero i lavori per il porticciolo turistico, agli inizi degli anni’90, la Regione previde un finanziamento per il progetto di risistemazione del canale interno alla laguna con scavo e nuova palificazione illuminata con pannelli fotovoltaici.(c.f.)

Fonte la Nuova Sardegna