Sei qui: Home Rassegna stampa S.Antioco, la sagra più antica
PDF  Stampa  E-mail  Martedì 28 Aprile 2009 01:00

Festa sfortunata quella di aprile del 2009 per Sant’Antioco Martire, sagra più antica della Sardegna, patrono della diocesi di Iglesias e secondo i suoi fedeli di tutta l’isola dei sardi che un tempo gli tributavano grandissimi onori giungendo da ogni paese per sciogliere i voti.

La pioggia, caduta abbondante dalla prima mattina non ha smesso di cadere nemmeno all’ora della processione, intorno alle 18 del pomeriggio e infatti il parroco, Demetrio Pinna, aveva avvisato i fedeli già al mattino dicendo che la processione non si sarebbe svolta. Troppo rischio, sul lastricato umido e scivoloso per i cavalli, troppi problemi per i costumi dei gruppi giunti da diversi comuni della Sardegna. Eppure proprio quest’anno l’amministrazione non aveva risparmiato sforzi per far si che la celebrazione del santo patrono, moro,medico, martire, guaritore di antica fama, riacquistasse qualcosa dell’antico splendore. Intanto parte da quest’anno la retrodatazione di una ricorrenza che era già la più antica della Sardegna. Grazie al lavoro di ricerca della cooperativa Studio 87, che gestisce l’archivio storico, si sono acquisite copie delle carte presenti nell’Archivio dell’Ordine Mauriziano di Torino, dalle quali appare inoppugnabile come la festa si svolgesse già nel lontano 1466 e allora in una conferenza sono state presentate le carte. Ma non basta, l’amministrazione oltre ad aver invitato tutti i rappresentanti delle comunità in cui si festeggia il moro Antioco, spingendosi fino ad Aullene, in Corsica, ha organizzato, con l’aiuto del concittadino Roberto Lai, una manifestazione artistica della quale riferiamo a parte, e poi le conferenze, ed i pannelli che, nel centro storico del paese, riprendono i luoghi storici della processione e raccontano ad esempio del luogo ove avveniva lo scambio delle reliquie provenienti dalla cattedrale di Iglesias, nei pressi della odierna chiesa di Santa Maria Goretti, o altri particolari, come la Fiera che seguiva abitualmente le manifestazioni di giubilo dei fedeli e dei chierici. E ancora il fatto che, contrariamente a quanto previsto dalle rigide norme del clero, guidato dai vescovi spagnoli del XVI e XVII secolo, per la festa di Sant’Antioco il ballo era consentito e tutti i fedeli davano valide prove di fede anche ballando in onore del Santo. Un’occasione quella della festa per riunire la comunità attorno a quello che il nucleo originario del centro abitato e forse la fiamma mai spenta degli abitanti dell’isola. Anche quando non risultavano ufficialmente villaggi alcuni nuclei persistevano proprio attorno alla chiesa del santo, ove erano conservate le reliquie poi riscoperte nel diciassettesimo secolo. I turisti comunque, soprattutto tedeschi, non si sono fatti spaventare dalla pioggia. Carlo Floris

Fonte la Nuova Sardegna