Sei qui: Home Rassegna stampa Sant Antioco, cure gratis 250 anni fa
PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 09 Dicembre 2009 01:00

Lunedì sera nella sala consiliare si è svolta la cerimonia per ricordare il 250 anniversario dell’istituzione della Commenda dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro sull’isola di Sant’Antioco e la presentazione del secondo volume degli annali dell’Associazione Nomentana di Storia e Archeologia di Guidonia Montecelio dedicato all’isola ed in collaborazione quest’anno con l’Associazione Sulcitana di Storia e Archeologia Arciere.

Erano presenti oltre al sindaco Mario Corongiu insieme alla giunta il sindaco di Calasetta, Antonio Vigo, il presidente della provincia Franco Gaviano, il cavaliere di Gran Croce Antonello Fois, insieme ad altri rappresentanti dell’Ordine, il direttore del museo Barreca, Piero Bartoloni, ordinario di archeologia fenicio punica a Sassari, il luogotenente Roberto Lai del Nucleo per la tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Roma, che ha presentato gli annali e la manifestazione, ed il direttore dell’archivio storico comunale Marco Massa. «Quello di questa sera - ha detto Lai - è un evento importante nel percorso di ricostruzione della nostra storia, l’isola di Sant’Antioco è ricchissima di vestigia archeologiche di diverse epoche ed è grazie al gemellaggio con l’associazione Nomentana che per il secondo anno presentiamo un volume nel quale sono raccolti i contributi di diversi studiosi per ricostruire il percorso storico e culturale della nostra comunità. Credo che dobbiamo adoperarci per conoscere e rivalutare il nostro patrimonio e per far sì che la sagra del Santo, che è il patrono della Sardegna, riceva il giusto riconoscimento dalla Regione e sia annoverata tra gli avvenimenti di importanza regionale». Le vicende dei rapporti tra l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e l’isola sulcitana sono state riprese invece dal direttore dell’archivio. «Il 21 marzo del 1758 un decreto reale assegna - ha proseguito Marco Massa - l’isola all’ordine Mauriziano, ma è solo con la bolla papale del 17 settembre 1759 che viene sancito che il governo dell’isola e la giurisdizione su di essa siano conferiti all’ordine. Nel 1759 comincia ufficialmente il ripopolamento dell’isola, anche se all’atto dell’ispezione del sovrintendente Calamandrana, nel 1758 si attesta la presenza nell’isola di 302 persone. L’ordine percepisce le decime ma, soprattutto nella fase iniziale crea le condizioni, esenzioni e incentivi che portano alla ricostruzione della comunità». In conclusione è intervenuto il Cavaliere di Gran Croce dell’ordine Mauriziano: «Mi sento a casa - ha detto Antonello Fois - le due comunità di questa isola sono le uniche che siano nate dalle commende dell’Ordine, sono stati i nostri predecessori a favorire il ripopolamento di quest’isola. L’ordine concesse un giogo di buoi per ogni colono, diciotto mesi di fornitura di grano e di denaro sufficiente per impiantare le prime coltivazioni, la fornitura dei mattoni per la costruzione delle case e soprattutto la garanzia dell’assistenza sanitaria gratuita. Credo fosse il primo caso in Italia». - Carlo Floris

Fonte la Nuova Sardegna