Sei qui: Home Rassegna stampa Nuraghi costieri, la preistoria meno conosciuta
PDF  Stampa  E-mail  Sabato 03 Maggio 2003 01:00

Nuraghi costieri, la preistoria meno conosciuta

Sabato 3 maggioi alle 18 sarà inaugurata, presso il centro culturale “I Sufeti”, in piazza parrocchia, la mostra sui nuraghes costieri da Tuerredda a Seruci. L’importante manifestazione culturale, compresa nel progetto Equal Patos, verrà inaugurata da Giovanni Lilliu, accademico dei Lincei, e il più illustre fra gli archeologi sardi.

Gli organizzatori della mostra, la cooperativa Studio 87, si propongono di divulgare l’importanza del patrimonio culturale nuragico del Sulcis, ad oggi pressoché sconosciuto presso il grande pubblico. Normalmente i nuraghe studiati sono quelli che si trovano al centro della Sardegna, vicini al mondo agropastorale dell’interno. Poco o nessuno interesse hanno suscitato invece i nuraghe costieri, fra i quali quelli della nostra zona, senza dubbio tra i più antichi dell’isola, e collegati alle lavorazioni dei minerali dei quali il Sulcis Iglesiente è ricchissimo. L’aspetto più interessante è che questa civiltà sembra quasi essere cessata di colpo per riprendersi solo con l’arrivo dei fenici. Fra i nuraghes costieri forse il più interessante è il complesso nuragico di Grutt’i Acqua, a Sant’Antioco, nel quale si trovano anche un pozzo, simile a quelli trovati nell’interno dell’isola, altre due cisterne, diverse tombe di giganti e dei circoli megalitici oltre ad un laghetto che nei lavori dell’ultimo anno si è scoperto essere interamente lastricato. Da Tuerredda fino a questo nuraghe era possibile controllare un ampio specchio di mare, e attraverso un sistema che passa per Calasetta e per l’Isola di San Pietro arriva fino a Seruci, tutta la costa sud occidentale dell’isola di Sardegna era sotto osservazione. Alla mostra si accompagna il dibattito sul libro di Sergio Frau, “Le colonne d’Ercole, un’inchiesta”. Al di là delle suggestive tesi che Frau propone nel suo testo, sembra importante sottolineare come egli riporti al centro della discussione degli esperti, oltre a coinvolgere la passione di molti cultori di cose sarde, la storia del Mediterraneo dal terzo al secondo millennio avanti Cristo, nel quale la Sardegna giocava un ruolo importante. ‹‹Promozione della Sardegna dunque, - dice Marco Massa, presidente della cooperativa - e promozione che può trasformarsi in un lancio pubblicitario inedito››.(c.f.)

Fonte la Nuova Sardegna