Sei qui: Home News Intitolazione Largo dei Cavalieri dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

La moderna comunità antiochense nasce e si sviluppa a partire dal 1750. I primi abitanti (censiti nel 1754 in 302 con 2380 pecore, 3213 capre, 440 vacche e 39 cavalli) ingrandiscono il primo nucleo abitato sorto intorno alla chiesa del Santo dopo la riconsacrazione della chiesa nel 1102 ad opera dei monaci vittorini.

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Il governo piemontese fin dal 1752 intendeva introdurre nell’isola una colonia di greco-corsi, incontrando la forte opposizione dell’Arcivescovo di Cagliari (in quel tempo anche Vescovo di Iglesias) che vantava diritti sull’isola a seguito delle donazioni fatte a favore del Vescovo di Sulci e dei suoi successori dai Giudici di Cagliari e del Sulcis Torcotorio nel 1124 e Benedetta di Lacon Massa nel 1216.  Naturalmente contrarie furono le numerose famiglie sulcitane che, a seguito di concessioni dell’Arcivescovo di Cagliari, coltivavano molti salti fertili nell’isola. Il primo nucleo comunitario, in attesa delle decisioni governative, cerca di avviare un processo di organizzazione sociale e religiosa. Nel 1756 arriva finalmente il parroco Joseph Pintus, per la “famosa chiesa di S.Antioco”, e il 3 di maggio viene battezzata la prima bambina nata a Sant’Antioco “Juana Maria Murgia - Hoy Jueves que contamos tres de Mayo el ano mil seticientos singuenta I ses he bautisado una hiya de Francesco Cayetan Murgia I de Mariarosa Baria, tiene per nombre la criatura Juana Maria Murgia Padrinos fueron Don Fran.co Usay I Soler I Dona Josepha Despinosa todos naturales a la Ciudad de Iglesias Francesco Joseph Pintus Parroco”; il 20 luglio si registra il primo morto (seppellito nella chiesa di Santa Rosa nei pressi del monte granatico, oggi toponimo della via) “hoy Mercoles que contamos vente de Julis del ano mil sietecientos singuenta y sey has muerto assistito dei santi sacramenti EFIS CUCU de VILLACIDRO d’edad de vente y tres anos I fue enterrado con mia assistenza dentro de la Iglesia de Santa Rosa”.

Nel 1758 il Re sottoponeva all’esame del congresso politico sulle cose della Sardegna diverse questioni; ed erano esse per l’amichevole composizione delle differenze tra il patrimonio e l’arcivescovo, come vescovo d’Iglesias, sopra la giurisdizione e il dominio utile; e per l’investitura chiesta dallo stesso arcivescovo del territorio di Santadi in compenso dei suoi diritti sopra l’isola, la quale voleasi dal Re erigere in una commenda della S. Religione dei SS. Maurizio e Lazzaro.

Il 21 Marzo dello stesso anno viene firmato a Torino l’Atto di Concordia che stabilisce:

Primieramente che il Dominio utile dell’Isola di S.t Antioco venga eretto in una Commenda della Sagra Religione, ed Ordine Militare dè SS.ti Morizio, e Lazaro, sotto il Titolo di S.t Antioco, di libera Colazione di S.M. Generale Gran Maestro.

Alla quale Commenda spettino per conseguenza i dritti di Portatico, ( Nel Medioevo, tributo che doveva essere pagato all'ingresso di una città o di un porto) gli Accordi, e le altre Annualità, che già sono dovute, dipendentemente dalle Concessioni fatte dagli Arcivescovi, non meno che tutti què dritti, che verranno stabiliti dalle Concessioni da farsi per parte della sud.ª Religione.

Si lascieranno nel possesso dè terreni al presente coltivati Coloro, a’ quali sono stati concessi dall’attuale Prelato, o da suoi Antecessori, salvocché, attesa l’inosservanza dè patti apposti, meritassero di esserne esclusi, e mediante, ove sarà bisogno, la rinuovazione delle Concessioni da farsi per parte di detta Religione, con quelle condizioni, che verranno prescritte conforme ad equità, e secondo le Prammatiche, ed usi del Regno.

Il 16 Settembre 1759 a seguito di Bolla Papale di Concessione del Papa Clemente XIII si conferma l’Atto di Concordia e la “penisola” di St. Antioco viene elevata a Commenda della Sagra Religione dei S.S.ti. Maurizio e Lazzaro. Per quasi cento anni (la dismissione dei feudi risale al 1838) la storia moderna di Sant’Antioco viene segnata profondamente dalla gestione e dalle innovazioni introdotte dall’Ordine Mauriziano in diversi campi:

Attività produttive

Vengono individuate le colture adatte ai diversi tipi di terreno (per grano, ulivo, frutteto e pascolo) e viene introdotta, secondo criteri più moderni (prendendo ad esempio le buone pratiche in uso nel campidano), la coltivazione della vite (l’unica vigna esistente nell’isola nel 1754 si trovava nei pressi della chiesa del Santo e venne estirpata dal parroco Pintus per far posto a buoi e cavalli durante le feste del Santo).

Nel 1776 il Re riservava all’Ordine il diritto esclusivo per la pesca del tonno nei mari adiacenti  penisola di St.Antioco e con Regio Diploma dell’11 dicembre 1781 S.M. Re Carlo Emanuele III concedeva la giurisdizione sull’isola di Sant’Antioco - in feudo nobile con titolo e dignità comitale e con la possibilità di concedere l’isola in subfeudo enfiteutico – con provvedimento datato il successivo 22 dicembre al Cav. Nob. Don Giovanni Antonio Porcile, ufficiale della Regia Marina appositamente nominato dal Sovrano Gran Maestro Conte di Sant’Antioco (da cui s’arruga de su Conti, attuale via Cavour) e già possessore dei diritti sulla Tonnara di Calasapone (e col diritto di calarne altre nei mari circostanti) e delle Saline Regie.

Il Conte l’anno successivo presentò una sua proposizione per abilitare un porto nell’isola che favorisse i commerci.

Difesa

La comunità poteva crescere e migliorare economicamente a condizione che si ponesse fine alle incursioni dei corsari barbareschi che dalle coste del nord africa  minacciavano continuamente la sicurezza delle città costiere.

Nel periodo della commenda mauriziana venne ultimata la torre in località nuraghe de moru (la torre Cannai).

Alla fine del 1700 (anche a seguito della tentata e fallita invasione francese) fu costruito il forte del ponte, adiacente il Ponti Mannu che nel 1812 fu teatro di un assalto barbaresco (immortalato in un affresco conservato nel Palazzo Regio di Cagliari) con razzie e saccheggi nel popolato.

Nel 1813 si decise la costruzione del forte Su Pisu (in località Sa Guardia de su Pisu) che, non ancora ultimato nel 1815, fu invaso da oltre mille tunisini. “Il bravo tenente  Efisio Melis Alagna restò ucciso nell’azione egualmente, che alcuni soldati e paesani, ma tutti gli altri soprafatti dal numero dovettero cedere e furono condotti schiavi in Tunis compresa una sorella del detto Melis, che si trovava colà a fargli compagnia. I periti sono 25 compreso il Melis. Gli schiavi furono restituiti sei mesi dopo. Melis fu sepolto nella chiesa del paese con un’iscrizione commemorativa...”.

 

 

S.Antioco Martire

Nasce dal primo momento l'esigenza di restituire alla chiesa originaria e al suo luogo natale il santo corpo del Martire. Il Conte Raffaele Porcile, la Sacra Religione dei SS. Maurizio e Lazzaro ed il Consiglio Comunitativo con delibera del 1802, supplicano il Vescovo e il Capitolo per la restituzione. Numerosi furono gli interventi di restauro e consolidamento della Chiesa del Santo e delle sue pertinenze.

 

 

 

Assistenza sanitaria

Si provvide poi ad un grave bisogno perchè mancava ogni soccorso agli ammalati di S.Antioco. Venne introdotta l’assistenza medica per tutti i popolatori. La comunità doveva garantire la presenza di un medico, di un cerusico e dei medicinali necessari.

Istruzione Pubblica

A partire dal 1760 furono avviati i primi tentativi che garantissero una pubblica istruzione: Norme statali arrivarono nel 1823 con l’Editto di Carlo Felice che sanciva l’istituzione di una scuola laica elementare in tutti i villaggi a spese delle rispettive comunità e sotto il controllo degli organi governativi.

Giustizia

Numerosi furono i provvedimenti per amministrar giustizia (soprattutto durante le feste del Santo) che l’Ordine dovette assumere nel corso della sua Commenda.

Il 7 Aprile 1807 con Regie Patenti S.M. dichiara Commenda Magistrale l’isola di Sant’Antioco, per essere amministrata e governata dal Generale Gran Maestro sia nell’utile che nell’esercizio dell’alta e bassa giurisdizione; si voleva inoltre che detta Commenda, oltre che alle prerogative di quelle di terra ferma, godesse dei maggiori vantaggi di cui godevano in Sardegna i fondi e i beni allodiali con le giurisdizioni.

Il 30 Aprile 1808 con Editto di S.M. Generale Gran Maestro si prescrivevano alcuni provvedimenti diretti ad estirpare gli abusi, promuovere l’agricoltura e rendere più florido lo stato della penisola di Sant’Antioco eretta in Regia Commenda Magistrale.

L’Ordine svolgeva anche le funzioni di Soprintendenza Archeologica ante litteram perchè c’era l’obbligo di consegnare ogni oggetto o manufatto antico trovato nelle rovine dell’antica città di Sulci (individuata in località Su Narboni dove si trovavano numerose rovine utilizzate come cava).

 

La Commenda Magistrale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro rimase a Sant’Antioco per lungo tempo dopo il riscatto dei feudi avvenuto nel 1838.

Fu mantenuta e garantita l’attività di un ambulatorio che forniva gratuita ed ininterrotta assistenza ai bisognosi – e che durante l’epidemia spagnola tra il 1918 ed il 1919, si distinse particolarmente, e continuò la fornitura di libri e denari per provvedere all’istruzione pubblica.

Fino alla seconda guerra mondiale mantenne la concessione della pesca “dando in affittamento agli armatori di Sant’Antioco (Serrenti Luigi di Giovanni Antioco, Usai Giovanni, Cauli Pietro di Giovanni, Steri Antioco fu Giuseppe, Crastus Giovanni fu Antioco, Crastus Raffaele fu Antioco, Puddu Francesco di Efisio, Mulas Efisio fu Salvatore) l’esercizio di pesca di bestini e palamite sotto l’osservanza delle disposizioni di legge, nei mari adiacenti alla zona territoriale di levante e di ponente nell’isola di Sant’Antioco, in  conformità ai diritti che competono all’Ordine stesso, quali risultano dalle concessioni e sono attualmente esercitati”.